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Prodotti tipici della Sicilia, DOP e IGP, sono presenti in tutte le zone dell'isola, e disegnano un paesaggio agrario vario e suggestivo.
Le tre catene montuose principali della Sicilia sono quelle dei Peloritani, dei Nebrodi e della Madonie. Tutti i rilievi sono comunque dominati dal cono dell'Etna (3.263 metri s.l.m.), il vulcano più alto d'Europa, che ha dato il nome anche a uno dei parchi regionali più importanti dell'Isola. Le sue ceneri sono il segreto della elevata fertilità della piana di Catania, la più vasta ed anche la più intensamente coltivata dell'isola.

E' questa la zona dove, come in altri limitrofi comuni della provincia di Siracusa ed Enna, si produce l'Arancia Rossa di Sicilia IGP, quasi il simbolo dei prodotti tipici siciliani. Si tratta di alcune varietà di arance (tarocco, sanguinello e moro) facilmente riconoscibili per l'intensa pigmentazione rossa della polpa. Tale caratteristica appare legata alla presenza di particolari sostanze (antociani) che influiscono anche sul gusto e il profumo del frutto maturo. Un altro prodotto tipico della frutticoltura siciliana che ha ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta è l'Uva da tavola di Canicattì. In questo caso la varietà utilizzata è la tradizionale uva Italia che acquista, grazie alle peculiarità climatiche e di terreno dell'area di coltivazione, una sua evidente personalità. Prodotta fra le provincie di Agrigento e Caltanissetta, è un'uva dall'acino particolarmente grosso, molto zuccherino, e delicatamente profumato.
La rassegna dei prodotti tipici di Sicilia prosegue con il Cappero di Pantelleria IGP, isola di appena 83 chilometri quadrati di superficie, pochissima acqua, ma molto, moltissimo sole e un terreno noto dall'antichità per essere particolarmente fertile. E' questo l'ambiente ideale per la crescita di questa pianta singolare i cui boccioli (i capperi) sono utilizzati da tempi antichissimi in cucina. Raccolti esclusivamente a mano, da inizio maggio sino a fine ottobre, sono lavorati sul posto mediante la tradizionale tecnica della salatura. Di dimensione poco inferiore al centimetro di diametro, hanno colore verde tendente al senape e un aroma forte e caratteristico che li differenzia subito dalle analoghe produzioni (in genere nord africane) che pure giungono sul mercato italiano.

Tipici siciliani e squisitamente mediterranei gli altri prodotti ortofrutticoli che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario: il Fico d'India dell'Etna DOP, il Pomodoro di Pachino IGP, e l'Uva da tavola di Mazzarrone IGP. Merita poi attenzione, fra i prodotti tipici della Sicilia, un'oliva da tavola: la Nocellara del Belice DOP. Si tratta di una varietà locale caratterizzata dalla forma sferica e da una polpa molto consistente particolarmente adatta per la lavorazione in salamoia. Il territorio di coltivazione è, come per il cappero, molto limitato e riguarda tre soli comuni della Valle del Belice, in provincia di Trapani. Raccolte esclusivamente a mano al fine di limitare al massimo ogni possibile danno ai frutti, queste olive vengono lavorate e confezionate secondo le tecniche tradizionali, nei classici tipi 'verdi' e 'nere'. Ma la Nocellara del Belice, oltre che essere un'ottima oliva da mensa, dà anche dell'olio particolarmente pregiato. E' soprattutto da questa varietà, assieme alla cultivar Cerasuola, che in provincia di Trapani si ottiene l'extravergine Valli Trapanesi DOP, una delle diverse denominazioni d'origine di olio d'oliva che caratterizzano i prodotti tipici della Sicilia. Conosciuto e apprezzato anche all'estero, è un tipico olio da tavola di colore tendente al verde, dal gusto intensamente fruttato e con un leggero sottofondo amaro piccante che lo rende molto adatto ad essere usato sulle insalate.

Altro olio siciliano a Denominazione di Origine Protetta ha un'area di produzione più vasta che comprende comuni delle provincie di Siracusa, Ragusa e Catania. Il suo nome, Monti Iblei DOP, fa riferimento alla omonima catena montuosa della Sicilia Sud-Orientale compresa tra il fiume di Caltagirone, il Dirillo, la piana di Catania e il mare. Questo territorio - molto bello anche dal punto paesaggistico - è particolarmente adatto alla coltivazione dell'olivo. La varietà più utilizzata è la 'Tonda Iblea' cui si aggiungono altre cultivar, sempre di origine locale, come la Nocellara Etnea. L'olio che si ottiene - apprezzato sin dagli antichi romani per le sue peculiari caratteristiche organolettiche - ha colore verde intenso e, per aroma e gusto, si differenzia nettamente dalle altre produzioni isolane.
Ma la produzione di olio pregiato non si ferma a queste due denominazioni; in breve tempo se ne sono aggiunte altre quattro, facendo dell'Isola la regione italiana che annovera fra i prodotti tipici il maggior numero di denominazioni riconosciute dell'olio extravergine d'oliva: il Monte Etna DOP che si produce dagli oliveti alle falde del vulcano; il Valle del Belice DOP che si produce in provincia di Trapani, come anche il Val di Mazara DOP. Infine il Valdemone DOP che si produce in provincia di Messina.

Chiudiamo questo itinerario attraverso i prodotti tipici siciliani ufficialmente riconosciuti, con due formaggi. Il primo, ottenuto esclusivamente da latte bovino, è il Ragusano DOP, proveniente da una quindicina di comuni nelle provincie di Ragusa e Siracusa. A renderlo particolarmente pregiato è il latte proveniente in gran parte da bovine modicane (una antica razza locale) tenute al pascolo sui Monti Iblei. E' infatti soprattutto alla particolare composizione floristica di questi prati - ricchissimi di essenze aromatiche - che si deve il profumo particolare del Ragusano. Stagionato per circa 4 mesi, ha sapore dolce gradevole e delicato, appena piccante se la stagionatura supera i sei mesi. La forma è assolutamente inconfondibile: un parallelepipedo lungo una sessantina di centimetri, alto quindici e con una peso medio di 12-16 chilogrammi.
E' invece di origine esclusivamente ovina un altro capolavoro fra i prodotti tipici di Sicilia: il Pecorino Siciliano. Si tratta di un formaggio a pasta dura prodotto con latte intero di pecora e stagionato per almeno 4 mesi. La storia della sua lavorazione si perde nella notte dei tempi e la tecnica di lavorazione attuale non è sicuramente cambiata molto rispetto a quanto veniva fatto già duemila anni fa. Di forma cilindrica, con le due facce piane che recano l'impronta del canestro utilizzato nella fase di pressatura, ha un peso variabile tra i 4 e i 12 chilogrammi. Il suo sapore forte e piccante è molto caratteristico e lo fa apprezzare come formaggio sia da tavola sia da grattugia.
Superficie 25.711 km²
Abitanti 5.049.944
Comuni 390
DOP 15
IGP 10
DOC 22
DOCG 1
IGT 6
STG 0
De.Co. 3

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