Merano - Castel Trauttmansdorff
Indirizzo: Via S. Valentino 51a

Luoghi e paesaggi
Merano - Castel Trauttmansdorff


Nel XIV secolo (1328), nel luogo dove ora sorge l'attuale castello, c'era un altro maniero, chiamato Neuberg, che ebbe fra i proprietari gli Angerheim ed i Suppan.

La famiglia Trauttmansdorff lo acquistò nel 1543 e lo fece ampliare ed adattare ed adattare alle loro esigenze.

Nei secoli seguenti il castello venne via via trascurato ed in fine abbandonato, verso la fine del '700.

Nel 1800, Merano per il suo clima particolarmente dolce e per la presenza di acque termali diventa una  "città di cura" alla moda, frequentata dai nobili austroungarici.

Il Castello di Trauttmansdorff, era ormai un rudere abbandonato e, nel 1850, il conte Joseph von Trauttmansdorff riprese la residenza nel castello, ampliandolo sino alle dimensioni attuali, trasformandolo nel primo esempio di castello neogotico in Tirolo.

 Il bel Castello ed i verdi sentieri delle immediate vicinanze, divennero presto un luogo di riposo ed un rifugio per i componenti della famiglia imperiale, lasciando la loro impronta, specialmente Elisabetta d'Austria, l'amatissima Sissi.

L'imperatrice trascorse al Castello piacevoli soggiorni, facendo costruire “ameni sentieri coperti di ghiaino” nel bosco di roverelle presso Castel Trauttmansdorff, per poter “passeggiare indisturbata lontano dal trambusto del mondo”.

Nel 1994, su incarico della Provincia di Bolzano, è stato dato il primo colpo di vanga per sistemare i 12 ettari di terreno che circondano il Castello di Trauttmansdorff dove sono state messe a dimora più di 100.000 piante di 3.000 specie diverse trasformando il bosco in un giardino botanico splendido.

All'interno del Castello, nel 2003 è stato inaugurato Il museo provinciale “Touriseum”, un “museo vivo” che propone, con un insolito e curioso itinerario, la storia del turismo in Alto Adige. Questo originale museo, propone un eroe moderno: Andreas Hofer.

Il turismo ha utilizzato poco la figura di Andreas Hofer a scopi pubblicitari: eppure Hofer é stato ugualmente trasformato nel prototipo del tirolese e per anni ha rappresentato il testimonial classico del Paese.

Andreas Hofer è stato trasfigurato in un mito che lentamente è divenuto un sinonimo per “Tirolo”, il Tirolo a sua volta è divenuto l’ “Hoferland”.

Il Touriseum mostra come si costruiscono e si commercializzano gli eroi.

Il museo propone al visitatore molti oggetti legati in qualche modo al percorso dell'industria del turismo, partendo dall'attività familiare degli osti ed albergatori, come l'eroe Andreas Hofer, alle attività di contorno, legati all'alta montagna, all'evoluzione dei mezzi e dei servizi, dalle slitte con i cavalli ai moderni gatti delle nevi, dalle rudimentali sciovie ai kilometri di piste superservite.

Il museo è un luogo attento alle esigenze delle famiglie e dei bambini nonché dei portatori di handicap, facilmente raggiungibile in macchina e con i mezzi pubblici.

Proprio vicino al museo c'è un ristorante e nei giardini è stata allestita un'area per picnic.


Il Touriseum è un luogo affascinante, sorprendente e pieno di ironia. Il cuore del museo è il percorso espositivo allestito in 20 sale che diventano la scenografia di un divertente viaggio attraverso due secoli di storia del turismo alpino, con un mix indovinato di allegria ed erudizione,  divertimento e sguardo al passato. Nei locali che ospitarono la coppia imperiale Elisabetta d'Austria e Francesco Giuseppe d'Asburgo, sono visibili alcuni dei circa settemila oggetti.

Il Touriseum raccoglie oggetti relativi a tutte le attività turistiche, dagli oggetti da viaggio, ai souvenir, dalla hotellerie ai manifesti turistici, tra i quali ricordiamo la collezione degli originali del cartellonista Franz Lenhart, attivo a Merano ed in Europa tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta.


Alcune sale presentano, per la gioia dei ragazzi, misteriosi oggetti elettronici con i quali si può interagire.

L'oggetto-gioco più curioso e notevole del  museo è il Gioco dell’Alto Adige: si tratta di un flipper di circa 10 metri di lunghezza, completamente intagliato a mano nel legno di cirmolo, con leve e meccanismi da azionare per condurre la pallina, che rappresenta il turista, attraverso i paesaggi ed i clichées dell’Alto Adige, realizzato da un giovane artista della Val Gardena, Theo Mahlknecht.



Per maggiori dettagli sul Castello e sui Giardini di Sissi visita il sito www.trauttmansdorff.it


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