Storie e curiosità

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La Ferrovia della Valmorea

Un pò di storia

La linea ferroviaria Castellanza-Valmorea-Mendrisio nacque per soddisfare quel bisogno di vie di comunicazione che si era venuto a creare alla fine del XIX° secolo. L'Italia in quegli anni aveva appena trascorso il periodo di unificazione nazionale, che non aveva permesso di creare uno sviluppo tecnologico e industriale che invece in altri paesi europei era avvenuto.

Nel 1879 fu inaugurata la linea Milano-Saronno e già da tempo si sognava di avere una tratta che collegasse la vicina Svizzera, oltre ai collegamenti esistenti o in progettazione come il Gottardo o il Sempione. Pochi anni dopo allora partì l'idea di realizzare una tratta che da Castellanza portasse all'interno della Valle Olona, più precisamente a Lonate Ceppino, per arrivare al confine con la Svizzera. L'apertura al pubblico della ferrovia avvenne il 18 luglio 1904, quando il trano inaugurale raggiunse per la prima volta Lonate Ceppino.

Una volta arrivati a Lonate Ceppino, ci si avvicinava sempre di più alla Svizzera. Nel novembre del 1912 il progetto per il proseguimento fino alla Valmorea fu presentato e furono rilasciate le concessioni per la realizzazione della linea. I lavori di costruzione partirono subito, ma il Conflitto Mondiale, che vide l'Italia neutrale per il primo anno, non permise l'inaugurazione. Il 27 giugno 1926 la ferrovia fu finalmente inaugurata e iniziò ad essere conosciuta come la "ferrovia della Valmorea". Questa linea, secondo quando appreso su un'apposita legge, doveva essere considerata tra quelle principali in concessione in quanto Internazionale. In territorio italiano si estendeva per circa 30 chilometri, che si aggiungevano ai 7 in territorio elvetico. Essendo una tratta internazionale, come tutte le altre doveva avere una stazione di confine: questa fu la stazione di Valmorea, che fu così predisposta di tutti gli impianti necessari per tale utilizzo.

Le difficoltà si incontrarono però subito: il traffico infatti doveva essere prevalentemente merci, ma così non fu: le Ferrovie Nord Milano avevano chiesto alle Ferrovie dello Stato di inoltrare sulla nuova linea i carri che avevano destinazione finale nel mendrisiotto e nel luganese, fatto che avrebbe comportato una riduzione dei tempi di percorrenza non indifferente. Stessa richiesta fu fatta alle Ferrovie Federali Svizzere. Ma le Ferrovie dello Stato, che inizialmente furono d'accordo, dedisero di rinviare ogni decisione al riguardo proibendo nel frattempo che i carri merci provenienti dall'Italia venissero inviati sulla linea delle Nord. Il traffico ne risenti parecchio, tanto che il servizio era molto modesto, con solo qualche coppia di treni al giorno. Intanto le idee politiche italiane con l'avanzare degli anni iniziarono a cambiare: l'amministazione fascista negli anni '30 non vedeva la ferrovia di buon occhio, in quanto esercitata da una società privata con capitali stranieri. Così, con il clima formatosi, fu la concessionaria svizzera della tratta Mendrisio-Confine ad entrare in difficoltà e chiese aiuto alle Ferrovie Nord Milano: infatti senza traffico merci la linea era destinata a morire, in quanto il traffico viaggiatori era praticamente inesistente perchè non era conveniente rispetto alla linea Milano-Chiasso delle Ferrovie dello Stato.

La situazione che si era formata penalizzava molto la società concessionaria della tratta svizzera. Ma la chiusura della linea, oltre ai fatti precedentemente elencati, era dovuta anche al motivo che lo Stato, guidato allora dal nuovo regime fascista, cercava il monopolio. Così la "Società Svizzera della Ferrovia Mendrisio-Valmorea" decise di cessare l'esercizio della tratta, facendo morire quello che poteva essere un valido percorso alternativo. La chiusura della linea avvenne nel maggio del 1928, dopo quasi due anni di esercizio regolare. Insieme alla linea vennero disabilitati tutti gli impianti.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale la linea risultava in esercizio solo nel breve tratto tra Cairate e Castiglione Olona e a sud tra Cairate e Castellanza. Vista la critica situazione economica era di interesse pubblico riaprire la linea: si riunirono così alcuni dirigenti delle Ferrovie dello Stato, delle Ferrovie Nord e alcuni rappresentanti di enti locali per analizzare la situazione e per valutare le possibilità. L'importo chiesto per risanare la linea era elevato, ma vi era la disponibilità da parte di Ferrovie Nord di investire, purchè venissero inviati sulla linea un congruo numero di carri merci al giorno. Nel 1952 invece il traffico viaggiatori tra Castellanza e Cairate fu soppresso e la linea venne così ulteriormente mutilata. Si giuse così sino al 1977, quando la linea chiuse definitivamente i battenti a causa del fallimento di alcune fabbriche locali, che garantivano sino ad allora il transito di alcuni carri merci. Il resto, è cronaca di oggi.

L'idea di una riapertura turistica

Passano circa 20 anni, e come per la funicolare ecco che torna la "mancanza" di binari: venne allora fondata, sul territorio italiano, l'"Associazione Amici Ferrovia della Valmorea", che unitamente al Club San Gottardo svizzero ha ancor'oggi il principale compito di promuovere e collaborare nel risanamento e riapertura della linea. Oggi chiaramente la ferrovia ha solo valore turistico e grazie a questi scopi anche la politica locale ha saputo cogliere l'occasione: ecco allora che l'unione delle forze (economiche grazie a Regione Lombardia, Provincia di Varese, Ferrovie Nord e Comuni, di collaborazione grazie alle associazioni di volontari) ha portato dal 1993 sino ad oggi alla riapertura parziale della ferrovia: si è partiti con l'effttuazione di alcuni treni a vapore tra Mendrisio e Valmorea per giungere, passo dopo passo, alla riapertura della tratta sino a Cantello e oggi fino a Malnate Olona. Il progetto che oggi si pongono i volontari insieme alla Provincia di Varese e la Regione Lombardia è quello di riaprire quanti più chilometri possibili della ferrovia, in quanto si ritiene estremamente utile per fini turistici.

Ad oggi la ferrovia è chiaramente aperta solo alcune domeniche l'anno, in particolar modo nel periodo estivo, e vengono offerti interessanti pacchetti turistici che permettono di visitare la vicina Svizzera con il trenino ed eventualmente altri mezzi in coincidenza; in futuro è previsto un ampliamento dell'offerta con la realizzazione di pacchetti turistici anche in Italia (sarebbe per esempio fantastico un viaggio dalla Svizzera fino a Malnate in treno per raggiungere poi il Sacro Monte con la funicolare!).

Tutti i programmi sono scaricabili dai siti www.amicidellaferroviavalmorea.it o www.clubsangottardo.ch.



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